Dichiarazioni ambientali (Green Claims) e passaporti digitali di prodotto
COM/2023/166 (Proposed)
La proposta di direttiva sulle asserzioni ambientali mira a contrastare il greenwashing obbligando le imprese a provare le asserzioni ambientali con evidenze scientifiche. Integra direttamente i DPP richiedendo dati verificabili dietro le dichiarazio...
Panoramica
La proposta di direttiva sulle asserzioni ambientali mira a contrastare il greenwashing obbligando le imprese a provare le asserzioni ambientali con evidenze scientifiche. Integra direttamente i DPP richiedendo dati verificabili dietro le dichiarazioni di sostenibilità, come «riciclabile», «a zero emissioni» o «di provenienza sostenibile». I dati DPP forniscono la base probatoria strutturata necessaria per asserzioni ambientali conformi. La proposta è in stallo da giugno 2025, quando la Commissione ha annunciato l'intenzione di ritirarla; la direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori vieta già le asserzioni ambientali generiche dal 27 settembre 2026.
Requisiti chiave
La norma Dichiarazioni ambientali (Green Claims) introduce diversi requisiti che incidono direttamente sul modo in cui le imprese gestiscono i dati di prodotto e i passaporti digitali di prodotto.
- Le asserzioni ambientali devono essere provate con evidenze scientifiche
- Asserzioni verificate da verificatori terzi accreditati
- Metodologia di analisi del ciclo di vita per le asserzioni ambientali
- Divieto delle asserzioni ambientali generiche senza prove
- Metodi dell'impronta ambientale dei prodotti (PEF) incoraggiati
- Le asserzioni sulla compensazione delle emissioni devono rispettare ulteriori criteri di trasparenza
- Sanzioni massime proposte di almeno il 4% del fatturato annuo
- Diritto dei consumatori di accedere ai dati a sostegno
Calendario di attuazione
Date e tappe chiave: Dichiarazioni ambientali (Green Claims).
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Marzo 2023
Pubblicazione della proposta
La Commissione europea pubblica la proposta di direttiva sulle asserzioni ambientali.
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2024
Posizioni di Parlamento e Consiglio
Il Parlamento europeo e il Consiglio adottano le rispettive posizioni negoziali.
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Giugno 2025
Annunciato il ritiro
La Commissione annuncia l'intenzione di ritirare la proposta e i negoziati finali vengono annullati.
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Settembre 2026
Si applicano le norme per i consumatori
La direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori vieta le asserzioni ambientali generiche dal 27 settembre 2026.
Settori interessati
Questi settori di prodotti sono interessati (Dichiarazioni ambientali (Green Claims)). Ciascuno ha requisiti e scadenze DPP specifici.
Domande frequenti
Che cos'è la direttiva sulle asserzioni ambientali?
Una proposta di direttiva UE che obbliga le imprese a provare le asserzioni ambientali con evidenze scientifiche e verifica di terzi, per eliminare il greenwashing.
Che rapporto ha con i DPP?
I DPP forniscono i dati ambientali strutturati e verificabili (impronta di carbonio, contenuto riciclato, riciclabilità) necessari per provare le asserzioni ambientali. Insieme creano un quadro di trasparenza basato sulle prove.
È già in vigore?
No. Nel giugno 2025 la Commissione ha annunciato l'intenzione di ritirare la proposta, che non è stata adottata. La direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori vieta già le asserzioni ambientali generiche dal 27 settembre 2026.
Quali sanzioni sono previste per il greenwashing?
La proposta della Commissione prevedeva sanzioni massime di almeno il 4% del fatturato annuo per asserzioni ambientali non comprovate. La proposta è ferma, ma il diritto nazionale dei consumatori già sanziona le asserzioni ingannevoli.
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